di Paolo Baroni
Il retro della cover dell'album Station to Station (RCA 1976), di David Bowie, reca un'immagine estremamente interessante.
Il noto cantante britannico appare seduto a terra mentre disegna con un carboncino una strana figura; un'altra foto più allargata ci aiuterà a capire di che si tratta.
Sopra: Bowie sta tracciando l'Albero della Vita, il noto diagramma cabalistico che illustra i vari attributi divini.
Sopra: altri scatti di Bowie durante lo stesso servizio fotografico.
Secondo la dottrina cabalistica, le virtù divine, detti sephiroth, sono dieci: Kether («la Corona»), Chokmah («la Sapienza»), Binah («la Conoscenza»), Chesed («la Misericordia»), Geburah («la Gravità»), Tiphareth («la Bellezza»), Netzach («la Vittoria»), Hod («lo Splendore»), Yesod («la Fondazione») e Malkuth («il Regno»). Tali virtù sono poi collegate tra loro, creando così altri sephiroth. La Kabbalah (dall'ebraico Kabbalàh, ossia «tradizione») è il misticismo ebraico elaborato dai rabbini a partire dai primi secoli dell'era cristiana fino circa al XIII secolo, con la stesura dello Zohar («Splendore»), il trattato cabalistico più importante.
Allontanatisi dalla rivelazione biblica a causa di una contaminazione pagana e gnostica, i rabbini concepirono una divinità non più increata ed eterna (Yahwéh, «Colui che è»), ma un'entità proveniente dal nulla (l'En Soph). Per i Savi ebrei, Dio non è separato dalla creazione, ma immanente e ricco di emanazioni simili a sè (i sephiroth), rinnegando di fatto il monoteismo.
Essi privarono Dio di qualsiasi attributo e volontà propria trasformandolo in un ammasso informe dal quale, tramite la teurgia, la magia e l'evocazione angelica (o demoniaca), è possibile attingere potere per deificare l'uomo. Tale concezione iniziò a prendere piede anche presso i cristiani durante l'Umanesimo, nel XV secolo, fino a divenire più tardi il nucleo dottrinale centrale di ogni Società Segreta (Golden Dawn, Ordo Templi Orientis, Rosacroce e Massoneria in primis).
Ma torniamo a David Bowie. Nel brano di apertura che dà il nome all'album, canta Bowie:
Kether e Malkuth sono, come abbiamo visto le due emanazioni divine (sephiroth) che stanno all'inizio (il primo in alto) e alla fine (l'ultimo in basso) dell'Albero della Vita 1. Nel relativo video (vedi sopra), infatti, quando Bowie canta «from Kether to Malkuth», punta il dito prima in alto e poi in basso come se avesse davanti l'Albero cabalistico (da una stazione all'altra). Il tragitto da una sephiroth all'altra crea una specie di fulmine o un serpente, a seconda delle interpretazioni.
Il testo di questo brando sta quindi ad indicare il percorso magico l'iniziato compie per giungere all'autodeificazione, il traguardo che il Serpente aveva promesso - mentendo - ad Adamo ed Eva:
David Bowie passava i suoi giorni scarabocchiando enormi Pentagrammi sulle pareti di casa, conservando la propria urina nel frigo per proteggersi dai malefici, scolpendo enormi monoliti davanti alla TV e ricercando messaggi in codice nelle copertine dei dischi dei Rolling Stones. La cosa più terrificante di tutte fu l'esorcismo della piscina, le cui acque vennero agitate e portate all'ebollizione finché una immagine del diavolo non venne dissolta sul fondo della medesima. Durante le sessions a Los Angeles per incidere Station to Station, Bowie bruciò candele nere per allontanare «visitatori indesiderati» che provenivano dall'aldilà 2. Ecco cosa succede a chi è ossessionato dalla Kabbalah e dalla Magia Nera...
Note
1 Pagine web di notevole interesse sono le seguenti: in lingua italiana in lingua inglese http://user.cyberlink.ch/~koenig/bowie.htm 2 http://www.velvetgoldmine.it/stampa/uncut1.html
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